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Panthera leo
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Il mwhaleone (mwhqmwhgPanthera leo (mwhwLinnaeus, 1758)) è un mammifero mwiacarnivoro appartenente alla mwiqfamiglia dei mwigFelidi. Dopo la mwiwtigre, è il mwjapiù grande dei cinque grandi felidi del genere mwjqmwjgPanthera, con alcuni maschi che possono superare i mwjw250 kg di peso.cite-ref-nowakp-4-0[4] Oggi vive quasi esclusivamente nell'mwlaAfrica subsahariana: il continuo degrado dell'mwlqhabitat e il bracconaggio lo rendono una specie vulnerabile secondo la mwlgIUCN, con un calo della popolazione stimato tra il 30 e il 50% negli ultimi vent'anni.cite-ref-iucn-1-1[1]

Una piccola popolazione sopravvive in mwnaIndia, nel mwnqGir Forest National Park and Wildlife Sanctuary. I leoni che un tempo abitavano il mwnwNordafrica e il mwoaMedio Oriente si sono estinti in epoca storica. Fino a circa mwoq10000 anni fa, durante il tardo mwogPleistocene, il leone era uno dei mwowmammiferi terrestri più ampiamente distribuiti dopo l'mwpauomo, presente in gran parte dell'mwpqAfrica e dell'mwpgEurasia e anche nelle mwpwAmeriche, dove viveva il cosiddetto leone americano, spesso indicato come mwqamwqqPanthera atrox o mwqgmwqwPanthera leo atrox.cite-ref-harington69-5-0[5]

A causa delle sue dimensioni e delle sue esigenze ecologiche, oggi il leone può sopravvivere stabilmente soprattutto all'interno di aree protette e riserve naturali, sebbene alcune popolazioni persistano anche in territori non formalmente protetti. Celebre è il caso della mwsqleonessa Elsa, riportata con successo in libertà dopo essere stata allevata dai mwsgconiugi Adamson. Le cause del declino della specie sono multifattoriali, ma il degrado ambientale e i conflitti con l'uomo rappresentano i principali fattori di minaccia.

Spesso chiamato "re della savana" o "re degli animali",cite-ref-6[6] il leone vive in natura mediamente 10-15 anni, mentre in cattività può raggiungere o superare i 20 anni. I maschi raramente superano i 10 anni in natura, a causa delle ferite e dello stress legati ai combattimenti per il controllo del branco.cite-ref-7[7]

I leoni abitano prevalentemente mwvqsavane e mwvgpraterie, ma possono adattarsi anche a foreste aperte e zone cespugliose. A differenza della maggior parte degli altri felidi, sono animali sociali: un branco è generalmente composto da uno o più maschi adulti (spesso imparentati), da femmine legate da vincoli di parentela e dai cuccioli. I giovani maschi, una volta raggiunta la maturità, vengono allontanati dal branco natale e formano gruppi di scapoli oppure tentano di conquistare altri branchi.

La caccia è svolta principalmente dalle femmine, che cooperano per abbattere grandi prede, soprattutto mwwaungulati. I maschi si nutrono spesso delle prede catturate dal branco. In quanto mwwqpredatore apicale, il leone non ha predatori naturali, sebbene possa entrare in competizione con altri grandi carnivori. Generalmente evita l'uomo, ma sono documentati rari casi di leoni "mangiatori di uomini".

Il maschio si distingue facilmente per la criniera, carattere sessuale secondario che ha avuto un forte valore simbolico nella cultura umana fin dalla preistoria.cite-ref-1-8-0[8] I leoni sono raffigurati nell'arte fin dal Paleolitico, come nelle mwxwgrotte di Lascaux e mwyaChauvet, e compaiono nelle tradizioni simboliche di numerose civiltà antiche. Sono presenti in sculture, dipinti, stemmi, bandiere, opere letterarie e cinematografiche. Allevati già in mwyqepoca romana, sono diventati protagonisti degli mwygzoo moderni a partire dal mwywXVIII secolo. Oggi diversi programmi di cooperazione internazionale mirano in particolare alla conservazione della rara mwzapopolazione asiatica.

Contents

Caccia
Ibridi
Note

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Etimologia

La parola mwaaleone, assai simile anche in altre mwaqlingue romanze, deriva dal mwaglatino mwawleōcite-ref-9[9] a sua volta preso in prestito in età arcaicacite-ref-10[10] mwdadal greco antico λέων ?, léōn.cite-ref-liddell-1980-11-0[11] La parola mweqebraica לָבִיא (mweglavi) potrebbe anch'essa avere una relazione con le precedenti,cite-ref-12[12] così come quella in mwfwegiziano antico mwgarw.cite-ref-13[N 1]cite-ref-14[13] Si tratta di una delle molte specie descritte nel XVIII secolo da mwiqLinneo nel suo lavoro mwigmwiwSystema Naturae, con il nome di mwjaFelis leo.cite-ref-linn1758-3-1[3] Il nome scientifico è poi diventato mwkqPanthera leo, in cui mwkgmwkwPanthera viene mwladal greco antico πάνθηρ?, pánthēr, imparentato con il mwlqsanscrito mwlgpuṇḍarīka, "tigre".cite-ref-15[14]

Descrizione

Il leone è uno dei più grandi predatori terrestri in assoluto e il più grande in Africa. Fra i felidi, è quello più alto al garrese e, in quanto al peso, è secondo solo alla mwqqtigre. Il maschio può pesare dai 150 ai mwqg250 kg,cite-ref-nowakp-4-1[4]cite-ref-2-16-0[15] mentre la massa corporea delle femmine varia dai 120 ai mwsw180 kg.cite-ref-nowakp-4-2[4]cite-ref-17[16] Nonostante il peso inferiore, a cacciare è sempre la femmina mentre il maschio difende il territorio. Nowell e Jackson hanno riportato masse corporee medie di mwva181-220 kg per il maschio e di mwvq126-150 kg per le femmine e hanno registrato l'abbattimento di un esemplare eccezionale di mwvg272 kg presso il mwvwMonte Kenya.cite-ref-18[17] L'appartenenza regionale influisce pesantemente sulle dimensioni dei leoni: quelli sudafricani per esempio tendono a pesare in media il 8% in più rispetto a quelli dell'Africa orientale.cite-ref-19[18] Specialmente nel passato, prima che la caccia da parte dell'uomo eliminasse gli esemplari più grossi, provocando così il rimpicciolimento genetico della specie, i leoni potevano raggiungere grandi dimensioni. Un esemplare abbattuto nel 1936 presso Hectorspruit nel mwyaTransvaal orientale in Sudafrica pesava ben mwyq313 kg.cite-ref-guinness-20-0[19]

La popolazione più grande, estinta in natura, era il mw0wleone dell'Atlante, che viveva in Nord Africa e che pesava in media, nei maschi adulti, dai 272 ai mw1a300 kg e poteva raggiungere mw1q3,50 m di lunghezza.cite-ref-21[20] Atlas, un leone proveniente dal monte Atlante e tenuto in cattività dal re del Marocco venne descritto come "molto superiore in dimensioni e coraggio ai leoni dalla criniera nera del Sud-Africa".

La lunghezza del corpo, esclusa la coda, varia da mw2w170 a 250 cm nei maschi e da mw3a140 a 175 cm nelle femmine;cite-ref-nowakp-4-3[4] l'altezza media al mw4qgarrese è intorno ai mw4g120 cm per i maschi e mw4w105-110 cmcite-ref-nowakp-4-4[4] per le femmine (il massimo è rispettivamente di mw6a126 e 110 cm).cite-ref-guinness-20-1[19] Il record di lunghezza succitato appartiene a un leone dalla criniera nera lungo mw7q3,64 m che è stato abbattuto presso Mucusso, nell'mw7gAngola meridionale nell'ottobre 1973.cite-ref-guinness-20-2[19]

Il record di dimensioni per un leone in libertà è di mw9a3,6 m di lunghezza per mw9q318 kg di peso, appartenente a un leone del Transvaal.cite-ref-22[21]

In cattività la mancanza di attività e di esercizio può comportare casi di mw-wobesità che portano i leoni a pesare anche più di mwaqa300 kg; un maschio in particolare è riuscito a raggiungere la massa corporea record di mwaqe375 kg. Il leone in questione si chiamava Simba e nel 1970, epoca della misurazione, viveva nello zoo di mwaqiColchester in mwaqmInghilterra.cite-ref-23[22] Si tratta di dimensioni ritenute impossibili da raggiungere per un leone selvatico, anche perché l'obesità sarebbe un ostacolo alla caccia e alla lotta per questi animali.

La mwaqkcoda ha una lunghezza considerevole compresa tra mwaqo90 e 105 cm per i maschi e tra mwaqs70 e 100 cm per le femmine.cite-ref-nowakp-4-5[4] Fatto unico per i felidi, la coda termina con un ciuffo peloso che nasconde una punta ossea di circa mwara5 cm di lunghezza, la cui funzione non è nota. Assente alla nascita, questa propaggine, spesso dotata di spine e formata dalle ultime ossa della coda saldate assieme, comincia a formarsi dopo i cinque mesi e mezzo d'età ed è completa a sette.cite-ref-schaller28-24-0[23]

Oltre alla differenza di stazza il più evidente indizio di mwarcdimorfismo sessuale è rappresentato dalla folta mwargcriniera di cui solo i maschi sono dotati. Si tratta degli unici felidi che presentano una caratteristica dimorfa così spiccata. Non è certo che la presenza della criniera abbia influenza sulle abitudini del leone maschio. Se da una parte potrebbe limitarne le capacità mimetiche, dall'altra potrebbe svolgere una funzione protettiva durante i frequenti scontri con altri maschi o con altri predatori.cite-ref-1-8-1[8]

Gli arti potenti, il formidabile morso e i canini di mwasm7-8 cm gli permettono di abbattere prede di grandi dimensioni.cite-ref-honolulu-25-0[24] Il teschio è assai simile a quello di una tigre, anche se la parte frontale è più depressa e appiattita e la parte suborbitale è leggermente più corta. Le aperture nasali sono inoltre più grandi rispetto a quelle della tigre.cite-ref-2-16-1[15] In ogni caso, vista la grande somiglianza, soltanto la mwaswmandibola viene considerata un indicatore affidabile per distinguere le due specie.cite-ref-ussr-26-0[25] Un leone è in grado di esercitare una pressione di morso pari a mwate48,6 kgf/cm² (mwati4764 kPa) se è giovane e se è adulto si stima una forza di mwatm70,3 kgf/cm² (mwatq6895 kPa).cite-ref-27[26]

Il colore della pelliccia varia sui toni del giallo e del camoscio, sino al rossiccio e all'ocra, più chiaro nelle parti inferiori del corpo.cite-ref-28[27] La criniera varia in colore dal biondo al marrone scuro e generalmente si scurisce con l'età, mentre il ciuffo al termine della coda è invariabilmente nero. I cuccioli nascono con la pelliccia maculata, simile a quella di un mwaumleopardo.cite-ref-29[28] Anche se al sopraggiungere dell'età adulta le macchie scompaiono, qualche puntino tenue si può spesso osservare sulle zampe e sul ventre, in modo particolare nelle leonesse.cite-ref-30[29]

Variazioni

Nelle popolazioni di leoni sono state osservate un certo numero di variazioni naturali. Alcune di queste sono state facilitate dalla mwau4cattività.cite-ref-31[30]

Leoni bianchi

Sebbene siano rari, i leoni bianchi si incontrano occasionalmente a Timbavati, in mwavsSudafrica. Il loro insolito colore è dovuto alla presenza di un mwavwgene recessivo.cite-ref-32[31] In particolare non si può parlare di una sottospecie distinta, ma di un caso di mwawepolimorfismo genetico legato a una condizione di mwawileucismo,cite-ref-zoos-encyclopedia-33-0[32] che causa una colorazione pallida e simile a quella delle mwawctigri bianche. La condizione è inoltre analoga, anche se con effetti opposti, al mwawgmelanismo tipico della mwawkpantera nera. Non si tratta invece di una variante dell'mwawoalbinismo, in quanto la pigmentazione degli occhi e della pelle è quella classica.

Un leone bianco incontra comunque degli svantaggi quando va a caccia: la sua presenza può essere tradita dal suo colore, diversamente da quanto avviene per la versione classica del felide che si immerge quasi perfettamente nell'ambiente circostante. I leoni bianchi nascono quasi completamente di quel colore, senza le normali macchie di mwawwcamuffamento che si trovano generalmente nei cuccioli di leone. Il loro colore si scurisce gradualmente fino a diventare crema o avorio (colore noto con il nome di mwaw0biondo).cite-ref-34[33]

La popolazione in cui più frequentemente viene osservata questa caratteristica è quella sudafricana, in particolare all'interno e nei pressi del mwaxmParco nazionale Kruger e dell'adiacente mwaxqRiserva naturale di Timbavati, che si trovano nel mwaxuSudafrica orientale. La peculiarità è comunque molto più frequente in cattività, grazie alla selezione effettuata dagli allevatori. Questi leoni sono stati infatti allevati per anni in Sudafrica in modo da potere essere usati come trofei per battute di caccia.cite-ref-35[34] Le prime conferme dell'esistenza di questi animali sono arrivate soltanto nel tardo mwaxoXX secolo. Per centinaia di anni si credeva che essi fossero solo i protagonisti di un ciclo di leggende sudafricane e che il loro manto candido simboleggiasse la bontà presente in tutte le creature. I primi avvistamenti attendibili all'inizio del Novecento tuttavia, sono stati seguiti da molti altri, anche se non frequenti, sino al 1975, quando una cucciolata di leoni bianchi è stata ritrovata nella Riserva Timbavati.cite-ref-whitelion-36-0[35]

Biologia

Comportamento

I leoni restano per molto tempo inattivi durante la giornata, stando a riposo per circa 20 ore su 24.cite-ref-schaller122-37-0[36] Nonostante questo, se si dovesse rendere necessario, i leoni possono attivarsi in qualsiasi momento. In genere il periodo di massima mobilità è quello successivo al tramonto, dedicato alla socialità, alla tolettatura e ai bisogni fisiologici. Raffiche intermittenti di grande attività avvengono durante le ore notturne fino all'alba, dedicate alla caccia. Spendono una media di due ore al giorno camminando o correndo e all'incirca 50 minuti per nutrirsi.cite-ref-schaller120-38-0[37]

Vita e salute

La vita dei leoni in natura arriva al massimo a circa sedici anni, mentre in cattività può protrarsi per ulteriori dieci. Tuttavia, per varie cause, pochi esemplari riescono a vivere così a lungo, in particolare i maschi solitari.cite-ref-honolulu-25-1[24] Anche se i leoni adulti non hanno mwazapredatori naturali alcuni indizi provano come la maggior parte delle morti siano violente e causate dall'uomo o da altri leoni.cite-ref-schaller183-39-0[38] Ciò è particolarmente vero per i mwazumaschi i quali, essendo il primo baluardo in difesa della prole, sono esposti agli attacchi di altri aspiranti leader. Infatti, anche se l'età massima in natura è di circa 16 anni, la maggioranza dei maschi non supera i 10. Ne consegue che la vita di un maschio dura generalmente meno di quella di una mwazyfemmina, in natura. Tuttavia non solo i maschi sono soggetti a morte violenta: qualora i mwazcterritori di due mwazgbranchi si sovrappongano, esemplari di entrambi i sessi possono perdere la vita nelle lotte che ne conseguono.

Le specie di mwaaazecche che infastidiscono i leoni sono diverse e attaccano mwaaeorecchio, mwaaicollo e mwaaminguine.cite-ref-schaller184-40-0[39]cite-ref-41[40] Forme adulte del mwaawCestoda mwaa0mwaa4Taenia sono state ritrovate nell'mwaa8intestino di alcuni leoni, che li avevano probabilmente ingeriti allo stadio mwabalarvale dalla carne di un'mwabeantilope.cite-ref-42[41]

Altri leoni all'interno del cratere di mwabcNgorongoro erano infastiditi da una diffusione anomala di mwabgmosche cavalline avvenuta nel 1962. I leoni in questione apparivano ricoperti di macchie pallide, indicative di aree prive di mwabksangue ed emaciati. I felidi hanno tentato inutilmente di liberarsi del fastidioso parassita arrampicandosi sugli alberi e rifugiandosi in tane di iena. Alla fine molti sono morti o fuggiti, poiché il loro numero è crollato da 70 a 15 individui.cite-ref-43[42] Un'invasione di questi insetti avvenuta nel 2001 ha poi ucciso altri sei leoni.cite-ref-nkwame06-44-0[43] In modo particolare quando si trovano in cattività, i leoni sono molto vulnerabili al mwacivirus del mwacmcimurro, al mwacqvirus dell'immunodeficienza felina e alla mwacuperitonite infettiva felina.cite-ref-zoos-encyclopedia-33-1[32] Il primo è abbastanza diffuso tra i mwacocani domestici e tra altri mwacscarnivori e un'mwacwepidemia di questa patologia avvenuta nel mwac0Parco nazionale del Serengeti nel 1994 ha portato molti esemplari allo sviluppo di sintomi neurologici come le mwac4convulsioni. Molti di questi leoni sono morti in seguito di mwac8polmonite ed mwadaencefalite.cite-ref-45[44] Il secondo virus, che è simile all'mwaduHIV, non è ritenuto molto dannoso per un leone, ma visti i suoi effetti devastanti sui mwadygatti, i leoni in cattività sono tenuti sotto stretto controllo da questo punto di vista. Appare con frequenza alta o addirittura endemica in molte popolazioni di leone africano in natura, ma è praticamente assente nelle zone asiatiche e in mwadcNamibia.cite-ref-zoos-encyclopedia-33-2[32]

Alimentazione

I leoni sono carnivori e il fabbisogno giornaliero di carne raggiunge i mwaei5 kg tra le femmine adulte e i mwaem7 kg tra i maschi.cite-ref-honolulu-25-2[24] Questi animali possono tuttavia mangiare molto di più quando hanno una preda a disposizione. Riescono infatti a ingoiare fino a mwaeg30 kg di carne in un'unica battuta di caccia.cite-ref-simba-46-0[45] Se la preda è troppo grande per divorarla completamente si riposano per qualche ora e ricominciano a mangiare in seguito. Durante le giornate più calde, nel corso di questi momenti di riposo il branco può lasciare uno o due maschi a difendere la preda e ritirarsi in zone più in ombra.cite-ref-schaller2706-47-0[46]

Le prede predilette sono grandi mammiferi, in particolare: mwafignu, mwafmimpala, mwafqzebre, mwafubufali neri e mwafyfacoceri nella zona mwafcafricana dell'areale, mwafgantilopi azzurre, mwafkbufali d'acqua, mwafogazzelle, mwafscinghiali e varie specie di mwafwcervo (come mwaf0sambar e mwaf4cervi pomellati) nella parte mwaf8indiana.cite-ref-1-8-2[8] Sono molte tuttavia le specie di animale che possono divenire oggetto della caccia di questi felidi, a seconda delle necessità. Tra queste ricordiamo mwagqungulati tra i 50 e i mwagu300 kg come: mwagykudu, mwagcalcelafi, mwaggorici gazzella e mwagkantilopi.cite-ref-nowakp-4-6[4] In alcune occasioni, possono nutrirsi anche di animali più piccoli come mwag4gazzelle di Thomson, mwag8springboks o addirittura mwahalepri e mwaheuccelli. In generale un gruppo di leoni è in grado di abbattere qualsiasi animale, anche se adulto e perfettamente in salute, ma essi tendono a evitare di attaccare animali troppo grandi, come per esempio le mwahigiraffe adulte, per evitare il rischio di ferirsi durante l'attacco.

Altre statistiche portano alla luce risultati analoghi, ma leggermente diversi, dovuti anche alle differenze geografiche. Il range di massa corporea delle prede sarebbe infatti compreso tra i 190 e i mwahs500 kg. In Africa, la preda preferita sarebbe lo gnu, che nel mwahwSerengeti costituisce più di metà della dieta, seguito dalla zebra.cite-ref-48[47] La maggior parte degli mwaieippopotami, mwaiirinoceronti ed mwaimelefanti adulti e per opposti motivi le mwaiqgazzelle e gli mwaiuimpala più piccoli, escono dall'intervallo sopracitato e quindi sono normalmente evitati. In particolari regioni comunque bufali e giraffe adulte sono considerate prede dai leoni locali. Nel mwaiyParco nazionale Kruger per esempio, le giraffe sono regolarmente uccise e mangiate,cite-ref-pienaar69-49-0[48] mentre nel mwaisParco nazionale del lago Manyara sono i bufali neri a costituire sino al 62% della dieta dei leoni, poiché in quella zona tali bovini sono presenti in numero abbondante.cite-ref-50[49]

Negli stessi luoghi possono occasionalmente catturare addirittura degli ippopotami, mentre in generale i rinoceronti non sono alla loro portata. D'altro canto, anche se pesano meno di mwajc190 kg, i facoceri sono spesso catturati in base alla disponibilità del momento.cite-ref-51[50]

Questi felidi sono inoltre in grado di apprendere nuove tecniche di caccia e acquisire una preferenza non mwaj0istintiva per determinati tipi di prede: i leoni della zona del mwaj4fiume Savuti in mwaj8Botswana per esempio, sono specializzati nella caccia ai cuccioli di mwakaelefante,cite-ref-52[51] mentre quelli che vivono presso il fiume mwakuCuando (ancora Botswana) si nutrono soprattutto di mwakyippopotami.

Nel primo caso le guide del Parco nazionale del Chobe hanno spiegato come, spinti da una fame estrema, i leoni abbiano cominciato dapprima ad attaccare i cuccioli di elefante, poi i giovani e in alcuni casi addirittura gli adulti. Per avere la meglio su questi giganti approfittano delle ore notturne, che riducono le capacità visive dei pachidermi.cite-ref-53[52] In genere l'attacco a prede di specie insolite è inizialmente giustificato dalla scarsa disponibilità di cibo, ma può in seguito consolidarsi come abitudine. In alcune occasioni comportamenti acquisiti di questo tipo hanno trasformato i leoni in cacciatori di uomini.

I leoni non disdegnano comunque la carne di animali da allevamento: in India per esempio i mwak0bovini domestici rappresentano una parte importante della dieta dei pochi leoni liberi ancora presenti.cite-ref-menon-54-0[53] I re della savana arrivano inoltre a uccidere i loro competitori come: mwalileopardi, mwalmghepardi, mwalqiene e mwalulicaoni anche se, diversamente da quanto fanno la maggior parte degli altri felidi predatori, se ne nutrono molto raramente. Infine i leoni possono nutrirsi di mwalycarogne di animali morti per cause naturali o uccisi da altri predatori e stanno molto attenti ai movimenti degli mwalcavvoltoi, che sono indicatori di animali morti o in gravi difficoltà.cite-ref-schaller213-55-0[54]

I leoni del deserto della mwal0Namibia e del mwal4Kalahari in Botswana sono stati addirittura osservati spingersi fino alle coste del mare per cacciare mwal8cormorani, mwamafoche e sono stati perfino visti nutrirsi di carcasse di mwamebalene arenate sulla spiaggia, non certo le loro prede abituali.cite-ref-56[55]cite-ref-57[56]

Comportamento sociale

I leoni sono carnivori predatori che manifestano due tipi di struttura sociale. Alcuni di essi sono stanziali, e vivono all'interno di gruppi chiamati mwanebranchi.cite-ref-schaller33-58-0[57] Il branco è normalmente costituito da cinque o sei femmine adulte, con i rispettivi cuccioli di ambo i mwanysessi e uno o due leoni maschi adulti (che diventano una mwanccoalizione se sono più di uno) che si mwangaccoppiano con le femmine. Sono stati comunque osservati branchi molto più numerosi, composti da circa trenta esemplari. Il numero di maschi in una coalizione è tipicamente due, ma può aumentare a quattro e poi ulteriormente incrementare fino, in casi molto rari, ad arrivare a 8-9 esemplari.

Solitamente le coalizioni di leoni sono formate da fratelli, che dopo avere lasciato il branco di origine sono rimasti insieme. Tuttavia, poiché è raro che tutti i giovani leoni riescano a sopravvivere alla vita nomade fino a raggiungere l'età adulta, capita anche che i maschi facciano squadra con altri nomadi non imparentati con loro. Un esempio particolare è una coalizione di leoni formatasi in mwanoKenya, nel mwansMasai Mara, e divenuta famosa tramite documentari e film: nel mwanw2007, un leone chiamato Notch fu scacciato dal suo branco insieme con i suoi cinque figli maschi allora adolescenti (quindi non uccisi dai nuovi capibranco). Notch e i suoi figli (chiamati Ron, Notch II, Cesare, Grimace e Long) formarono una coalizione insieme e, una volta che questi divennero adulti, aiutarono il padre a riconquistare il suo branco. Notch è morto nel 2016, ma la sua prole ha dominato ancora il territorio del Mara.cite-ref-59[58]

Altri leoni vivono in condizioni di nomadismo, coprendo grandi distanze, singolarmente o in coppia.cite-ref-schaller33-58-1[57] Le coppie sono spesso formate da maschi imparentati che sono stati esclusi dal branco di nascita. Lo stile di vita comunque è soggetto a variazioni: un leone del branco può diventare nomade e viceversa. In ogni caso un maschio è costretto prima o poi a sopportare questa situazione, e potrebbe non essere mai in grado di imporsi come capo di un branco. Ciò in quanto i maschi sono espulsi dal branco non appena raggiungono la mwaowmaturità sessuale, cioè a 2-3 anni d'età.cite-ref-schaller44-60-0[59] Mentre il maschio cambia, le femmine costituiscono il nucleo sociale del gruppo e per questo non tollerano altre leonesse che cerchino di entrare a farne parte.cite-ref-schaller37-61-0[60] Un certo ricambio è possibile solo tramite il mwapuciclo vitale biologico: alcune giovani cucciole del gruppo sostituiscono le leonesse se dovessero morire,cite-ref-62[61] ma altre devono allontanarsi e diventano nomadi.cite-ref-schaller44-60-1[59] Per questi motivi, una femmina che fosse in stato di nomadismo, avrebbe anch'essa grosse difficoltà a trovare un nuovo branco. Il branco occupa un mwap4territorio di medie dimensioni, i nomadi un'area più grande.cite-ref-schaller33-58-2[57] In particolare i maschi di un branco tendono a occupare le estremità del territorio, in modo da poterlo sorvegliare.

Ulteriori benefici di un comportamento collaborativo familiare sono rappresentati dalla possibilità di favorire i propri parenti sul percorso mwaqgevoluzionistico (si preferisce infatti dividere il cibo con i propri parenti piuttosto che con estranei), dalla protezione congiunta della prole, dalla capacità di mantenimento del territorio, dalla maggior protezione dalle ferite di caccia e dalla mwaqkfame.cite-ref-cap-63-0[62]

La maggior parte del lavoro per la caccia è svolto dalle leonesse, che sono più snelle e agili dei maschi e non presentano l'ingombro della pesante mwaq8criniera, che può essere causa di surriscaldamento durante gli sforzi e rende l'animale più visibile durante la mwarastagione secca. La strategia di caccia cooperativa permette di infastidire e poi abbattere la preda. Se un maschio si trova nei pressi della preda stessa, tende a cercare di impossessarsene una volta che essa è stata neutralizzata dalle leonesse. I leoni maschi sono più propensi a mwaredividere il cibo con i cuccioli piuttosto che con le femmine, ma capita che lascino che il resto del gruppo mangi insieme con loro. Le prede più piccole sono consumate in loco, mentre quelle più grandi possono venire trascinate all'interno del territorio. Le prede più grandi sono anche le più condivise.cite-ref-schaller133-64-0[63]

I leoni maschi sono comunque capaci di cacciare da soli.cite-ref-65[64] Se un membro del gruppo è ferito e non può cacciare, il resto del branco procurerà il cibo per lui, permettendogli perfino di nutrirsi per primo per recuperare le forze.cite-ref-66[65]

Sia le femmine sia i maschi si occupano della difesa del branco contro gli intrusi, ma sono soprattutto i maschi a condurre questa operazione: uno o alcuni di loro si portano in faccia al pericolo, gli altri (comprese le femmine) li spalleggiano da dietro.cite-ref-67[66] Visto che ogni leone ha il suo ruolo all'interno del branco anche quelli che stanno alle spalle tendono a rendersi utili nella lotta.cite-ref-68[67] Ciò potrebbe essere anche dovuto al fatto che all'interno delle logiche del branco chi riesce a scacciare con successo un intruso acquista un certo credito e il livello di popolarità delle leonesse dipende in modo molto marcato da questo fattore.cite-ref-69[68]

I maschi adulti, i capibranco, determinano i movimenti del gruppo, guidandoli dove c'è cibo, acqua e riparo. Loro compito è anche placare i conflitti all'interno del branco e proteggerlo da minacce esterne di ogni tipo. Quando i membri del gruppo sono attaccati da altri leoni, iene, mwatecoccodrilli, mwatielefanti o umani, i maschi adulti li proteggono, anche a costo della loro vita. Loro sono il centro dell'attenzione durante i momenti di riposo e i cuccioli si avvicinano spesso a loro e li includono nei loro giochi. I leoni adulti, inoltre, fingono volontariamente di provare dolore quando sono morsi dai cuccioli per incoraggiarli.cite-ref-70[69]

Caccia

Malgrado il peso elevato il leone è un animale eccezionalmente agile: può salire sugli alberi, nuotare, lanciarsi nel vuoto, correre con grande rapidità (quando è lanciato, raggiunge i mwatk75 km/h su terreni pianeggianti, percorrendo quindi cento metri in cinque secondi) e spiccare balzi incredibili, fino a dodici metri in lunghezza e tre in altezza. Malgrado ciò un aspetto peculiare dell'attività predatoria dei leoni è il fatto che in realtà non sono dotati di grandi capacità di resistenza agli sforzi: il mwatocuore di una femmina infatti costituisce lo 0,57% della massa corporea totale, mentre quello di un maschio arriva appena allo 0,45%. A titolo di paragone, si sappia che il cuore di una mwatsiena pesa quanto l'1% del corpo.cite-ref-71[70] Pertanto, anche se una leonessa è capace di raggiungere velocità di punta pari a circa mwaua81 km/h,cite-ref-72[71] non può riuscire a mantenerla se non per la durata di uno scatto repentinocite-ref-schaller2478-73-0[72] e per questo motivo tende ad avvicinarsi silenziosamente alla preda prima di attaccarla.

A questo riguardo va notato come i leoni siano abili nello sfruttare il mwaveterritorio se questo permette loro di nascondersi: la maggior parte delle volte che uccidono una preda infatti, ciò avviene di mwavinotte o in presenza di efficaci nascondigli.cite-ref-schaller237-74-0[73]

La strategia di caccia prevede l'avvicinamento silenzioso già citato in precedenza sino a una distanza di circa 30 metri. Tipicamente inoltre alcune femmine si avvicinano in gruppo a branchi di mwavgprede circondandoli, e quando si trovano alla distanza adatta, attaccano repentinamente l'esemplare più vicino o apparentemente più debole. L'attacco è breve e potente e consiste in uno scatto poderoso che culmina in un balzo finale. La malcapitata preda è generalmente uccisa per mwavkstrangolamento in seguito al tenace mwavomorso sul collo da parte del felide,cite-ref-75[74] che può causare mwav8ischemia cerebrale o mwawaasfissia, che a sua volta può trasformarsi in mwaweipossiemia o più in generale in mwawiipossia. Il morso causa spesso la perforazione della mwawmtrachea, che tronca sul nascere ogni possibile velleità di fuga della preda. A volte i leoni uccidono la preda mordendole la mwawqbocca e le naricicite-ref-nowakp-4-7[4] causando ancora asfissia, altre volte, se la preda è sufficientemente piccola (come nel caso delle zebre) sfondando il mwawkcranio con i mwawocanini. Quest'ultimo comportamento è tipico anche delle tigri.cite-ref-2-16-2[15] Le prede più piccole comunque, possono morire anche in seguito a un colpo di mwaw8zampa ben assestato.cite-ref-nowakp-4-8[4]

Generalmente un attacco preliminare è portato tramite gli mwaxuartigli, in modo da proteggere i denti da possibili urti con mwaxycorna e mwaxczoccoli.cite-ref-schaller2132-76-0[75] La carcassa, specialmente se di grandi dimensioni, viene rapidamente portata in un luogo riparato, dove il branco può difenderla da predatori opportunisti come mwaxwiene, mwax0sciacalli ed mwax4avvoltoi.cite-ref-77[76] Al momento di nutrirsi, liti e zuffe all'interno del branco sono comuni, e servono in genere a confermare i rapporti mwaymgerarchici, con i maschi adulti che di solito mangiano per primi seguiti dalle femmine e infine dai cuccioli.cite-ref-78[77]

Le leonesse cacciano in spazi aperti dove possono essere facilmente identificate dalle prede. Per questo motivo le possibilità di successo sono molto più alte quando esse si riuniscono in gruppo per la mway4caccia. In particolare questo è vero quando le dimensioni della preda superano quelle del predatore. Il lavoro di gruppo consente inoltre di proteggere il pasto dalle mire di altri predatori quali le iene, che raggiungono rapidamente i luoghi di caccia percorrendo anche decine di chilometri attirate dal volo degli avvoltoi al di sopra degli spazi aperti della mway8savana. La maggior parte del lavoro durante la predazione è svolto dalle femmine, mentre i membri maschi del branco non vi partecipano, se non quando si tratta di uccidere animali molto grandi come giraffe e bufali. Ciascuna leonessa ha una posizione prediletta durante la caccia: alcune colpiscono la preda sui mwazafianchi per disturbarla, altre si muovono al centro del branco e balzano al di sopra di essa, utilizzando a volte altre leonesse come trampolino.cite-ref-79[78]

I giovani cominciano a infastidire la preda a partire dai tre mesi d'età, ma non partecipano alla caccia sino al compimento del primo anno. Hanno un ruolo attivo ed efficace soltanto quando hanno all'incirca due anni d'età.cite-ref-schaller153-80-0[79]

Competizione con altri predatori

I leoni e le mwa0eiene occupano la stessa mwa0inicchia ecologica e pertanto si trovano in mwa0mcompetizione. Si stima che le loro scelte di prede si sovrappongano per il 58,6%.cite-ref-prey-81-0[80] I re della savana possono impossessarsi delle prede delle iene: nel cratere di mwa0gNgorongoro i primi si sostengono in maniera consistente proprio in questo modo, obbligando le seconde a incrementare l'attività di caccia. I leoni sono rapidi a individuare le rivali quando si nutrono, e ciò è stato provato dal Dr. Hans Kruuk, che li ha visti avvicinarsi ogni volta che ha simulato tramite mwa0knastri registrati il loro pasto.cite-ref-kruuk21-82-0[81] Al sopraggiungere dei felidi, le iene fuggono o attendono pazientemente a una distanza di almeno 30-100 metri che essi abbiano consumato il pasto.cite-ref-schaller272-83-0[82] In alcuni casi, esse sono abbastanza coraggiose da mangiare accanto ai leoni e in rare situazioni riescono addirittura ad allontanarli dalla preda. Le due specie possono essere aggressive l'una nei confronti dell'altra anche in assenza di cibo. I leoni possono attaccare branchi di iene senza alcuna ragione apparente. Per esempio un maschio di leone è stato filmato mentre uccideva due iene capi-branco femmina senza nutrirsene.cite-ref-enemies-84-0[83] Un'interessante strategia di mwa1yadattamento ha portato le iene a infastidire i leoni ripetutamente ogni qual volta essi invadono il loro territorio.cite-ref-85[84] Esperimenti condotti in cattività hanno mostrato come le iene non abbiano paura alla vista dei felidi, ma siano terrorizzate dal loro mwa1sodore.cite-ref-kruuk21-82-1[81] I leoni maschi pattugliano costantemente il territorio per tenere le iene lontano. Le iene, per i leoni, non sono soltanto dei competitori per le stesse prede ma anche un pericolo per i loro cuccioli, in quanto ucciderebbero i leoncini, se ne avessero la possibilità, per sbarazzarsi di un futuro nemico. Le iene sono in grado di sopraffare le leonesse se si trovano in vantaggio numerico di almeno tre/quattro a uno. I leoni maschi, invece, vengono evitati a tutti i costi. Anche se le iene sono superiori in un rapporto di venti a uno, fuggono terrorizzate di fronte a un leone.cite-ref-86[85] I leoni uccidono le iene non per cibarsene ma per sbarazzarsi di un nemico, ma se hanno fame non esitano a nutrirsene.

I leoni tendono a dominare felidi di minori dimensioni come mwa2oghepardi o mwa2sleopardi ove gli areali si sovrappongano, rubando le loro prede e uccidendo cuccioli o addirittura adulti in caso di necessità. Solitamente i leoni e i ghepardi si ignorano perché il ghepardo caccia prede piccole come gazzelle e antilopi che al leone non interessano. Ma un leone disperatamente affamato, come un giovane nomade, quasi certamente cercherà di sottrarre la preda a predatori più deboli e il ghepardo è una vittima frequente. Il ghepardo ha addirittura il 50% di possibilità di vedersi sottrarre la preda da leoni o altri predatori.cite-ref-87[86] I leoni uccidono molti mwa3acuccioli di ghepardo: fino al 90% di quelli che muoiono nelle prime settimane di vita in seguito all'attacco di predatori. I ghepardi reagiscono cacciando in ore del giorno diverse da quelle dei rivali e nascondendo i cuccioli in folti gruppi di mwa3ecespugli. Anche se non è facile, le popolazioni di ghepardo che vivono nei territori dei leoni sono stabili, segno che i leoni non costituiscono una minaccia per la sopravvivenza della specie.cite-ref-88[87] Si direbbe inoltre che la convivenza tra i due predatori sia collegata alle risorse disponibili: in Tanzania, a causa della continua distruzione dell'ambiente operata dagli esseri umani che causa scarsità di prede e spazio, i leoni e i ghepardi sono costretti a competere più del necessario con il risultato che i leoni uccidono il 75% dei cuccioli di ghepardo. In Botswana, invece, dove la situazione ambientale è migliore, leoni e ghepardi coesistono perlopiù pacificamente e solo il 6% dei cuccioli di ghepardo viene predato dai leoni.cite-ref-89[88]

Anche i leopardi usano le stesse mwa3stattiche dei ghepardi per evitare i leoni e, come i ghepardi si sanno sostentare anche solo tramite prede di piccole dimensioni. Inoltre, a differenza dei ghepardi, i leopardi sanno mwa3warrampicarsi sugli alberi e li usano per tenere cuccioli e prede al riparo. Le leonesse a ogni modo, sono a volte in grado di scalare gli alberi (se questi non sono troppo alti) per impossessarsi del bottino nascosto.cite-ref-schaller293-90-0[89]

In modo simile, il leone domina il mwa4ilicaone, non solo sottraendogli le prede, ma cacciandone i cuccioli e gli adulti. La densità di licaoni in aree dove i leoni sono abbondanti è conseguentemente scarsa.cite-ref-91[90]

Il mwa4gcoccodrillo del Nilo è l'unico predatore mwa4ksimpatrico che può minacciare il leone. In base alle reciproche dimensioni, ciascuno dei due animali può sottrarre la preda e praticare sciacallaggio sull'altro. Leoni hanno in passato ucciso coccodrilli avventuratisi sulla mwa4oterraferma,cite-ref-92[91] mentre il contrario accade se i felidi si immergono in mwa48acqua, come dimostrato dalle mwa5aossa di leone occasionalmente rinvenute negli mwa5estomaci dei mwa5irettili.cite-ref-guggisberg-93-0[92] Il coccodrillo non teme leonesse e giovani leoni mentre fugge dai grandi leoni maschi che sono in grado di contrattaccare e mettere in fuga i rettili.cite-ref-94[93]

Riproduzione

I leoni si riproducono in modo sessuato. Le leonesse si riproducono per la prima volta entro il compimento del quarto anno d'età.cite-ref-schaller29-95-0[94] I leoni maschi divengono sessualmente attivi a 26 mesi ma cominciano a riprodursi solo verso i quattro-cinque anni, poiché in precedenza non sono in grado di conquistarsi un branco e quindi delle compagne proprie. L'mwa6uaccoppiamento non avviene in stagioni specifiche, ma le femmine sono mwa6ypoliestre.cite-ref-schaller174-96-0[95] Analogamente a quanto avviene per la maggior parte dei mwa6sfelidi, il mwa6wpene del maschio è dotato di spine che puntano all'indietro e aiutano a mantenere la presa durante l'accoppiamento. Dopo il rapporto le pareti della mwa60vagina possono essere danneggiate, causando un effetto simile all'mwa64ovulazione.cite-ref-97[96]

La mwa7ggestazione dura in media 110 giornicite-ref-schaller174-96-1[95] e la femmina mette alla luce da 1 a 4 cuccioli per volta in un covile appartato, che può essere rappresentato da una macchia di boscaglia, un letto di canne, una grotta o un altro luogo protetto. Essa si allontana pertanto dal branco al momento del parto. Mentre la prole è ancora indifesa la madre caccia da sola rimanendo comunque a una distanza ridotta dal covile.cite-ref-scott-98-0[97] I cuccioli nascono mwa8eciechi, e gli mwa8iocchi si schiudono soltanto una settimana dopo il parto. Il peso di un nuovo nato varia tra gli 1,2 e i mwa8m2,1 kg e, dopo i primi movimenti che avvengono un giorno o due dopo la nascita, i primi passi regolari sono compiuti al compimento delle tre settimane.cite-ref-schaller143-99-0[98] La madre sposta i cuccioli in una nuova mwa8gtana diverse volte in un mese, trasportandoli per il collo. Si comporta in questo modo per evitare che l'mwa8kodore dei cuccioli si accumuli in un luogo e possa attirare i predatori.cite-ref-scott-98-1[97]

In genere la madre non rientra nel branco assieme alla prole prima che essa abbia compiuto le 6-8 settimane d'età.cite-ref-scott-98-2[97] La reintegrazione può comunque avvenire in anticipo qualora più leonesse abbiano partorito contemporaneamente. Avviene spesso infatti che esse sincronizzino i loro cicli riproduttivi in modo da mwa9cpartorire insieme ed essere in grado di collaborare all'allevamento e all'mwa9gallattamento dei cuccioli dopo che essi hanno superato un periodo di isolamento con la madre più breve rispetto all'ordinario. Va osservato che i cuccioli accettano di farsi allattare da qualsiasi femmina del branco e viceversa. Oltre a fornire una maggiore protezione collettiva, questo stratagemma naturale ha anche degli interessanti risvolti evoluzionistici: i cuccioli provenienti da genitori diversi hanno infatti più o meno tutti le stesse dimensioni, e quindi a priori hanno le stesse possibilità di sopravvivenza, evitando la possibilità che un debole sopravviva soltanto perché più adulto degli altri. Succede infatti per esempio che se due leonesse partoriscono a distanza di due mesi i cuccioli più giovani non abbiano la possibilità di accedere al cibo, prevaricati dai più vecchi, e quindi muoiano di mwa9kinedia.cite-ref-scott-98-3[97]

Oltre all'inedia i cuccioli devono affrontare altri pericoli come la predazione da parte di: mwa-msciacalli, mwa-qiene, mwa-uleopardi, mwa-ylicaoni, mwa-caquile marziali e mwa-gserpenti. Persino i mwa-kbufali, guidati dall'mwa-oistinto naturale, quando notano l'odore di una cucciolata di leoni, distruggono il covile dove si trovano e li colpiscono a morte contrastando il disperato intervento della madre. In più, quando un nuovo maschio dominante conquista il dominio del branco, spesso uccide tutti i cuccioli del branco stesso.cite-ref-0-100-0[99] Il motivo di questo comportamento aggressivo è che le femmine del gruppo non sono fertili e ricettive fino alla maturazione o alla morte dei loro cuccioli. Di fatto, circa l'80% dei cuccioli di leone non raggiunge l'età di due anni.cite-ref-101[100]

Quando entrano nel branco i cuccioli sono inizialmente molto timidi e tendono ad avere rapporti solo con le rispettive madri. Cominciano poi a socializzare tra loro mwa-qgiocando e cercano infine di coinvolgere anche gli adulti nei loro giochi.cite-ref-102[101] Gli adulti sono tolleranti con i cuccioli e non reagiscono mai con loro a morsi e a graffi, lasciano che i cuccioli giochino con la loro coda (o nel caso dei maschi con la criniera) sebbene il loro grado di tolleranza dipenda dall'individuo e dalla situazione (un leone molto stanco o ferito, per esempio, potrebbe non essere dell'umore di giocare con i cuccioli e allontanarli con un ringhio). In generale, padri e madri sono affettuosi verso i cuccioli e partecipano anche ai loro giochi se incoraggiati.cite-ref-103[102]

Lo mwbamsvezzamento non avviene prima di sei sette mesi dalla nascita. I maschi sono maturi a tre anni d'età, e a 4-5 sono già in grado di insidiare e sostituire il capo di un altro branco. Cominciano tuttavia a invecchiare a dieci anni, al massimo a 15,cite-ref-104[103] ma solo se non hanno mai subito danni considerevoli in una lotta per la difesa del branco. In più, una volta scacciati da un altro maschio, è assai raro che riescano a rifarsi. Tutto ciò sottolinea come il tempo che hanno a disposizione per produrre e crescere una cucciolata (prima che venga eliminata da un altro maschio) è limitato. In teoria, se procreano rapidamente non appena conquistano il potere, i leoni maschi possono produrre più di una generazione di figli prima di essere a loro volta eliminati. Le leonesse spesso tentano di opporsi all'mwbaginfanticidio dei loro cuccioli, ma scarsamente hanno successo e l'attaccante uccide tutti i cuccioli più giovani di due anni d'età. Una leonessa da sola non può nulla, in quanto più fragile del maschio, ma a volte la ribellione congiunta di più madri può avere la meglio sul capobranco.cite-ref-0-100-1[99]

Contrariamente a quanto si creda non sono soltanto i maschi sconfitti e allontanati dal branco a diventare nomadi, benché in ogni caso la maggior parte delle femmine preferisca rimanere con il proprio branco di nascita. Quando le dimensioni del branco sono eccessive, tuttavia, le femmine giovani sono costrette ad allontanarsi e a cercare un nuovo territorio dove stabilirsi. I giovani, maschi o femmine, possono inoltre essere soltanto allontanati e non uccisi da un nuovo maschio dominante che dovesse prendere possesso del loro branco.cite-ref-105[104] La vita di una femmina nomade è comunque assai dura. Molto difficilmente essa riesce a crescere un cucciolo senza la protezione del gruppo.

Comportamento affettivo

Come molti altri mammiferi sociali i leoni esibiscono un ampio spettro di comportamenti che comunicano affetto. Nei branchi di leoni a riposo è comune osservare femmine che si puliscono a vicenda il manto, cuccioli che giocano fra loro o cercando di coinvolgere gli adulti e così via.cite-ref-schaller85-106-0[105]

A riposo la socializzazione tra leoni è osservabile attraverso una serie di comportamenti e movimenti espressivi molto sviluppati. Tra questi i più comuni sono lo sfregamento della testa e la leccata,cite-ref-schaller85-106-1[105] che sono comparabili alla mwbcetoilettatura che osserviamo nei mwbciprimati.cite-ref-107[106] Lo sfregamento della testa, in particolare della fronte del muso e del collo, sono probabilmente segnali di saluto,cite-ref-108[107] visto che viene osservata in animali che sono stati lontani l'uno dall'altro per qualche tempo o alla fine di una lotta. I maschi tendono a salutarsi tra loro, mentre i cuccioli e le femmine si comportano in questo modo nei riguardi di altre femmine.cite-ref-schaller858-109-0[108] La leccata avviene spesso in corrispondenza dello sfregamento: in genere è mutua e chi la riceve si mostra soddisfatto. Le parti del corpo più soggette a leccata sono la testa e il collo e ciò può fare riflettere sull'utilità di questo comportamento, visto che queste parti sono impossibili da pulire autonomamente.cite-ref-schaller8891-110-0[109]

I leoni infine presentano una vasta gamma di espressioni facciali e posture, che utilizzano per comunicare.cite-ref-schaller92102-111-0[110] Il repertorio vocale è altrettanto vasto: le variazioni di mwbdgintensità e mwbdkfrequenza, piuttosto che segnali prefissati, sembrano la base della comunicazione. Tra i suoni emessi da un leone ricordiamo: il mwbdobrontolio, le mwbdsfusa, il sibilo, il colpo di mwbdwtosse, il mwbd0miagolio, l'abbaiamento, il ruggito. Quest'ultimo suono in particolare è molto caratteristico, in quanto questi mwbd4grandi felidi cominciano a comunicare con alcuni ruggiti profondi e durevoli, e concludono con una serie di ruggiti più corti. I ruggiti dei leoni si sentono più spesso nelle ore notturne: il suono, che può essere percepito a una distanza di mwbd88 km, serve a segnalare la presenza dell'animalecite-ref-schaller10313-112-0[111] e presenta l'intensità più alta tra quelle di tutti i grandi felidi.

In condizioni particolari i leoni possono stabilire legami affettivi con individui di altre specie, incluso l'uomo. Un episodio particolarmente insolito, verificatosi in mwbeuKenya nel mwbey2005, coinvolse una leonessa che adottò alcuni piccoli di mwbecorice (una specie normalmente predata dai leoni), allevandoli e proteggendoli anche dagli attacchi dei propri simili.cite-ref-113[112] Una vicenda molto nota di relazione affettiva fra uomo e leone è quello narrato da mwbewJoy Adamson nel mwbe0romanzo autobiografico mwbe4mwbe8Nata libera.

Sebbene sia molto raro i leoni possono inoltre sviluppare legami affettivi con felidi di altre specie. Una leonessa e un leopardo femmina divenute amiche per la vita e formato una coalizione insieme sono divenute protagoniste di un noto documentario.cite-ref-114[113] Un'altra leonessa è stata osservata adottare un cucciolo di leopardo che ha anche allattato.cite-ref-115[114]

Tassonomia

mwbg8Felis leo fu il mwbhanome scientifico utilizzato da mwbheCarl Linnaeus nel 1758, quando descrisse il leone nella sua opera mwbhimwbhmSystema Naturae.cite-ref-linn1758-3-2[3] Il nome del genere mwbhgPanthera fu coniato da mwbhkLorenz Oken nel 1816.cite-ref-120[119] Tra la metà del XVIII e la metà del XX secolo furono descritte e proposte 26 diverse sottospecie di leone, delle quali ancora 11 venivano riconosciute come valide nel 2005.cite-ref-msw3-2-2[2] Le differenze erano per lo più basate sulla dimensione e sul colore della criniera e della pelle.cite-ref-hemmer-121-0[120]

Sottospecie

Nel XIX e XX secolo, furono descritte e proposte numerose sottospecie, e fino al 2017 circa una dozzina di esse erano considerate valide.cite-ref-msw3-2-3[2] Tra il 2008 e il 2016, i redattori della mwbiwLista Rossa dell'IUCN utilizzarono solo due nomi sottospecifici: mwbi0P. l. leo per le popolazioni africane, e mwbi4P. l. persica per la popolazione asiatica.cite-ref-iucn-1-2[1]cite-ref-breitenmoser2008-122-0[121]cite-ref-henschel2015-123-0[122] Nel 2017, la mwbjsCat Classification Task Force del mwbjwCat Specialist Group ha revisionato la tassonomia del leone sulla base di numerosi studi filogeografici sull'mwbj0evoluzione del felide, riconoscendo due sottospecie:cite-ref-catsg-124-0[123]

• mwbkqmwbkuP. l. leo mwbky(Linnaeus, 1758): la mwbkcsottospecie nominale comprende il mwbkgleone asiatico, il mwbkkleone berbero (mwbkoestinto in natura), e le popolazioni dell'Africa occidentale e della parte settentrionale dell'Africa centrale.cite-ref-catsg-124-1[123] I mwbk8sinonimi includono mwblaP. l. persica mwble(Meyer, 1826), mwbliP. l. senegalensis mwblm(Meyer, 1826), mwblqP. l. kamptzi mwblu(Matschie, 1900) e mwblyP. l. azandica mwblc(Allen, 1924).cite-ref-msw3-2-4[2] È stata chiamata anche "leone settentrionale" o "sottospecie settentrionale".cite-ref-wood1865-125-0[124]cite-ref-hunter2018-126-0[125]
• mwbmumwbmyP. l. melanochaita mwbmc(Smith, 1842): comprende il mwbmgleone del Capo (estinto) e le popolazioni dell'Africa orientale e meridionale.cite-ref-catsg-124-2[123] I sinonimi includono mwbm0P. l. somaliensis mwbm4(Noack, 1891), mwbm8P. l. massaica mwbna(Neumann, 1900), mwbneP. l. sabakiensis mwbni(Lönnberg, 1910), mwbnmP. l. bleyenberghi mwbnq(Lönnberg, 1914), mwbnuP. l. roosevelti mwbny(Heller, 1914), mwbncP. l. nyanzae mwbng(Heller, 1914), mwbnkP. l. hollisteri mwbno(Allen, 1924), mwbnsP. l. krugeri mwbnw(Roberts, 1929), mwbn0P. l. vernayi mwbn4(Roberts, 1948) e mwbn8P. l. webbiensis mwboa(Zukowsky, 1964).cite-ref-msw3-2-5[2]cite-ref-hemmer-121-1[120] È stata chiamata anche "sottospecie meridionale" o "leone meridionale".cite-ref-hunter2018-126-1[125]

Tuttavia, sembra esserci un certo grado di sovrapposizione tra i due gruppi nell'Africa centro-settentrionale. Analisi genetiche indicano che i leoni dell'Africa centrale derivano da entrambe le linee, poiché si raggruppano con mwbo4P. l. leo nelle filogenesi basate su DNA mitocondriale, mentre il loro DNA genomico mostra maggiore affinità con mwbo8P. l. melanochaita.cite-ref-demanuel-al2020-127-0[126]

Campioni di leoni provenienti da alcune zone degli mwbpualtopiani etiopici risultano geneticamente simili a quelli di Camerun e Ciad, mentre altri campioni etiopici si raggruppano con quelli dell'Africa orientale. I ricercatori presumono quindi che l'Etiopia rappresenti una zona di contatto tra le due sottospecie.cite-ref-128[127] Dati mwbpogenomici di un esemplare storico nato in natura in Sudan mostrano che si raggruppa con mwbpsP. l. leo per quanto riguarda il DNA mitocondriale, ma con alta affinità a mwbpwP. l. melanochaita nel genoma nucleare, suggerendo che la posizione tassonomica dei leoni dell'Africa centrale potrebbe necessitare di revisione.cite-ref-demanuel-al2020-127-1[126]

Forme fossili

Altre sottospecie o mwbqmspecie sorelle del leone moderno sono esistite in epoca preistorica:cite-ref-129[128]

• mwbqomwbqsP. l. sinhaleyus è noto a partire da un mwbqwcarnassiale mwbq0fossile rinvenuto in Sri Lanka, attribuito a un leone. Si pensa si sia estinto circa 39.000 anni fa.cite-ref-130[129]
• mwbrmmwbrqP. fossilis era più grande del leone moderno e visse nel mwbruPleistocene medio. Frammenti ossei sono stati trovati in grotte del Regno Unito, Germania, Italia e Repubblica Ceca.cite-ref-131[130]cite-ref-132[131]
• mwbr8mwbsaP. spelaea, o leone delle caverne, visse in mwbseEurasia e nella mwbsiBeringia durante il mwbsmPleistocene superiore. Si estinse a causa del mwbsqriscaldamento climatico o dell'mwbsuespansione umana, al più tardi circa 11.900 anni fa.cite-ref-stuart2011-133-0[132] Frammenti ossei trovati in grotte di Europa, Asia settentrionale, Canada e Alaska indicano che si estendeva dall'Europa alla Siberia fino all'Alaska occidentale.cite-ref-134[133] Probabilmente derivava da mwbs4P. fossilis,cite-ref-barnett2016-135-0[134] ed era geneticamente isolato e molto distinto dal leone moderno.cite-ref-barnett2016-135-1[134]cite-ref-burgerj-molecular-phylogeny-136-0[135] È raffigurato in pitture rupestri, incisioni su avorio e sculture in argilla del mwbtsPaleolitico.cite-ref-137[136]
• mwbuemwbuiP. atrox, o leone americano, visse nelle Americhe, dal Canada fino (forse) alla mwbumPatagonia, durante il Pleistocene superiore.cite-ref-chimento2017-138-0[137] Si separò dal leone delle caverne circa mwbug165 000 anni fa.cite-ref-139[138] Un fossile rinvenuto a mwbu0Edmonton risale a mwbu411355±55 anni fa.cite-ref-140[139]

Evoluzione

Si stima che la mwbvylinea evolutiva di mwbvcPanthera si sia geneticamente separata dall'mwbvgantenato comune dei mwbvkFelidi 9,32-4,47 milioni di anni fa o 11,75-0,97 milioni di anni fa.cite-ref-johnson2006-116-1[115]cite-ref-werdelin2010-117-1[116]cite-ref-li-al2016-141-0[140] I risultati delle analisi variano nella ricostruzione della filogenesi del leone: si è ritenuto potesse formare un mwbwygruppo fratello con il mwbwcgiaguaro (dal quale si è separato tra 3,46 e 1,22 milioni di anni fa),cite-ref-johnson2006-116-2[115] ma anche con il mwbwwleopardo (dal quale si è separato tra 3,1 e 1,95 milioni di anni fa,cite-ref-davis2010-118-1[117]cite-ref-mazak2011-119-1[118] o tra 4,32 e 0,02 milioni di anni fa). Una possibile mwbxuibridazione tra gli antenati del leone e del mwbxyleopardo delle nevi potrebbe essere proseguita fino a circa 2,1 milioni di anni fa.cite-ref-li-al2016-141-1[140] Il clade leone-leopardo era distribuito nelle regioni mwbxspaleartiche di Asia e Africa almeno dall'inizio del mwbxwPliocene.cite-ref-142[141] I più antichi fossili identificabili come leoni provengono dalla mwbyeGola di Olduvai in Tanzania e risalgono a circa 2 milioni di anni fa.cite-ref-werdelin2010-117-2[116]

Le stime sulla divergenza tra i leoni moderni e quelli delle caverne variano tra 529.000 e 392.000 anni fa, basandosi sulla mwbycvelocità di mutazione per generazione nei leoni attuali. Non vi è evidenza di mwbygflusso genico tra i due lignaggi, il che indica che non condividevano lo stesso areale geografico.cite-ref-demanuel-al2020-127-2[126] I leoni delle caverne eurasiatici e americani si estinsero alla fine dell'mwby0ultimo periodo glaciale, senza lasciare discendenti mwby4mitocondriali su altri continenti.cite-ref-burgerj-molecular-phylogeny-136-1[135]cite-ref-143[142]cite-ref-144[143] Il leone moderno era probabilmente ampiamente diffuso in Africa nel mwbzsPleistocene medio e iniziò a divergere nell'Africa subsahariana nel Pleistocene superiore. Le popolazioni dell'Africa orientale e meridionale si separarono da quelle dell'Africa occidentale e settentrionale quando la foresta equatoriale si espanse tra 183.500 e 81.800 anni fa.cite-ref-barnett-al2014-145-0[144] Queste ultime condividevano un antenato comune probabilmente tra mwbaa98 000 e mwbae52 000 anni fa.cite-ref-demanuel-al2020-127-3[126] L'espansione del Sahara tra mwbay83 100 e mwbac26 600 anni fa separò le popolazioni dell'Africa occidentale da quelle settentrionali. Con la successiva contrazione della foresta pluviale e l'apertura degli habitat, i leoni migrarono dall'Africa occidentale verso quella centrale. I leoni del Nord Africa si dispersero nell'Europa meridionale e in Asia tra mwbag38 800 e mwbak8 300 anni fa.cite-ref-barnett-al2014-145-1[144]

L'estinzione dei leoni nell'Europa meridionale, nel Nord Africa e in Medio Oriente interruppe il flusso genico tra le popolazioni asiatiche e africane. Le prove genetiche mostrano numerose mwba8mutazioni nei campioni provenienti da Africa orientale e meridionale, indicando che questo gruppo ha una storia evolutiva più lunga rispetto ai campioni asiatici e dell'Africa occidentale e centrale, geneticamente meno variabili.cite-ref-bertola2011-146-0[145] Il sequenziamento completo del genoma ha rivelato che i campioni dell'Africa occidentale condividono mwbbqalleli con quelli dell'Africa meridionale, e che i campioni dell'Africa centrale condividono alleli con quelli asiatici. Questo fenomeno indica che l'Africa centrale fu un punto di incontro tra popolazioni isolate di leoni, che migrarono probabilmente attraverso corridoi nel bacino del Nilo durante l'mwbbuOlocene inferiore.cite-ref-demanuel-al2020-127-4[126]

Ibridi

Negli zoo, i leoni sono stati incrociati con le mwbcetigri per curiosità o per scopi scientifici.cite-ref-147[146]cite-ref-148[147] Il mwbcomwbcsligre (incrocio tra un leone maschio e una tigre femmina) è più grande sia del leone che della tigre, mentre la maggior parte dei mwbcwmwbc0tigoni (leonessa e tigre maschio) è relativamente più piccola rispetto ai genitori, a causa di effetti genetici reciproci.cite-ref-149[148]cite-ref-150[149] Il mwbdymwbdcleopone è un ibrido tra una leonessa e leopardo maschio.cite-ref-151[150]

Distribuzione e habitat

Agli albori del terzo millennio la maggior parte dei leoni vive nelle mwbemriserve naturali dell'mwbeqAfrica subsahariana. Una popolazione di poche centinaia di leoni asiatici sopravvive inoltre nel mwbeuGir Forest Wildlife Sanctuary (mwbey1412 km²), nello Stato dei mwbecGujarat in mwbegIndia.cite-ref-1-8-3[8] Al fine di proteggere questa minuscola popolazione da mwbe0epidemie e altri rischi ambientali, è in corso un programma di reintroduzione del leone asiatico anche nel mwbe4Kuno Wildlife Sanctuary, una riserva naturale nel vicino Stato del mwbe8Madhya Pradesh.cite-ref-152[151] La popolazione sta aumentando di numero, anche se lentamente.cite-ref-153[152]

Il numero complessivo dei leoni in natura negli mwbguanni duemila è stimato tra i mwbgy16000 e i mwbgc30000 esemplari. Questi numeri evidenziano un calo drammatico dagli mwbgganni novanta, quando la popolazione di leoni veniva calcolata intorno ai mwbgk100000 esemplari. Le popolazioni rimanenti sono spesso isolate geograficamente dalle altre, cosa che aumenta ulteriormente le difficoltà di conservazione della specie.cite-ref-nature-155-0[154]cite-ref-3-156-0[155]

I leoni vivevano in tutta la zona meridionale del continente mwbhmeurasiatico, dalla mwbhqGrecia all'mwbhuIndia e sulla maggior parte dell'mwbhyAfrica, fatta eccezione per la zona della mwbhcforesta pluviale centrale e per il mwbhgdeserto del Sahara. Sembra che abbiano attraversato inoltre la mwbhkBeringia e colonizzato l'mwbhoAmerica in tempi passati, dallo mwbhsYukon al mwbhwPerù.cite-ref-harington69-5-1[5] Molte delle popolazioni che occupavano questo immenso areale sono tuttavia estinte.

mwbicErodoto riportò che i leoni erano piuttosto comuni in Grecia intorno al 480 a.C. Attaccarono tra l'altro la spedizione di cammelli da carico del re persiano mwbigSerse mentre marciavano attraverso il paese.cite-ref-3-156-1[155] Già nel 300 a.C. comunque mwbi0Aristotele li considerava animali rari e si può dire che prima del 100 d.C. erano stati completamente estirpati.cite-ref-schaller5-157-0[156] Sino al mwbjiX secolo inoltre una popolazione di leoni asiatici sopravvisse nel mwbjmCaucaso, rappresentando l'ultimo avamposto della specie in Europa.cite-ref-ussrl-158-0[157]

La specie fu invece allontanata dalla mwbkuPalestina prima del mwbkyMedioevo e dal resto dell'Asia dopo l'importazione di armi da fuoco portatili nel mwbkcXVIII secolo. Tra il tardo mwbkgXIX secolo e l'inizio del mwbkkXX, si estinse in tutto il mwbkoNordafrica e l'mwbksAsia occidentale. Alla fine dell'Ottocento in particolare era scomparsa dalla mwbkwTurchia e dalla maggior parte dell'India settentrionale,cite-ref-zoos-encyclopedia-33-3[32]cite-ref-asiatich-160-0[159] mentre l'ultimo avvistamento di un leone vivo in mwbluIran risale al 1941 (tra mwblyShiraz e mwblcJahrom nella mwblgRegione di Fars), benché una carcassa di leonessa sia stata ritrovata presso il fiume mwblkKarun (nel mwbloKhūzestān) nel 1944. Non vi sono stati più comunque ulteriori avvistamenti di leone.cite-ref-simba-46-1[45]

In generale l'habitat naturale di questi animali è la mwbmasavana. Al contrario, i leoni evitano fitte foreste e mwbmegiungle, nonché aree mwbmidesertiche, in quanto povere di mwbmmselvaggina.cite-ref-161[160] In Africa in particolare, si trovano nella prateria della savana puntellata da alberi di mwbmgmwbmkAcacia, che offrono all'animale un efficace riparo quando il sole è alto nel cielo.cite-ref-162[161] In India invece l'habitat dei leoni è un misto di savana secca e di boscaglia decidua ancora più arida.cite-ref-163[162]

Interazioni con l'uomo

In cattività

I leoni fanno parte di quel gruppo di animali esotici che rappresentano la parte fondamentale degli zoo a partire dal mwbnoXVII secolo; altri membri di questa classe sono vertebrati di grandi dimensioni come: mwbnselefanti, mwbnwippopotami, mwbn0rinoceronti, grossi mwbn4primati e altri grossi mwbn8felidi.cite-ref-4-164-0[163] Negli anni gli zoo sono stati in competizione per accaparrarsi il maggior numero possibile di questi tipi di animali.cite-ref-dc81-165-0[164] Anche se molti zoo moderni sono più selettivi riguardo a ciò che mettono in mostra,cite-ref-166[165] vi sono oltre mille leoni africani e oltre cento leoni asiatici sparsi negli zoo di tutto il mondo. Sono considerati come una specie ambasciatrice e vengono tenuti per motivi turistici, educativi e di conservazione.cite-ref-3-156-2[155]cite-ref-waza-167-0[166] I leoni possono raggiungere anche l'età di venti anni in cattività; Apollo, un leone residente allo zoo di Honolulu nelle mwbpqHawaii, morì all'età di 22 anni nell'agosto 2007. Le sue due sorelle, nate nel 1986 ad agosto 2007 erano ancora vive.cite-ref-168[167] I programmi di mwbpkaccoppiamento tengono in considerazione l'origine degli individui per evitare di accoppiare diverse popolazioni perdendo il prezioso materiale genetico di quelle in via di estinzione.cite-ref-169[168] In media i leoni dormono 13,5 ore al giorno in cattività.cite-ref-170[169]

I leoni venivano catturati e allevati dai re mwbqgassiri già nell'850 a.C.cite-ref-schaller5-157-1[156] e ad mwbq0Alessandro Magno fu fatto dono di leoni addomesticati dal Mahli in India settentrionale.cite-ref-171[170] Poi, ai tempi dei mwbriRomani, i leoni partecipavano a combattimenti nelle mwbrmarene. Notabili romani, tra i quali mwbrqSilla, mwbruPompeo e mwbryCesare ordinavano spesso massacri di grandi quantità di leoni.cite-ref-172[171] In Oriente, i leoni venivano addomesticati dai principi indiani, e mwbrsMarco Polo riportò come mwbrwKublai Khan tenesse leoni al chiuso.cite-ref-173[172]

I primi zoo europei cominciarono a diffondersi tra le famiglie nobili e reali del mwbsiXIII secolo e fino al mwbsmXVII venivano chiamati serragli. A quel punto, cominciarono a prendere il nome di mwbsqménagerie, estensioni delle mwbsuWunderkammer. Si diffusero dalla mwbsyFrancia e dall'mwbscItalia nel mwbsgRinascimento al resto d'mwbskEuropa.cite-ref-174[173] In mwbs4Inghilterra, anche se la tradizione era meno sviluppata, i leoni erano tenuti nella mwbs8Torre di Londra in un serraglio stabilito da mwbtaGiovanni Senzaterra nel XIII secolo,cite-ref-175[174]cite-ref-176[175] probabilmente insieme con altri animali importati precedentemente da mwbtkEnrico I e tenuti nel suo palazzo di Woodstock, presso mwbtoOxford. Nello stesso posto, alcuni leoni erano stati portati da mwbtsGuglielmo di Malmesbury.cite-ref-blunt15-177-0[176]

I serragli servivano come espressione di potere e ricchezza della nobiltà. Animali come i grandi felidi e gli elefanti in particolare, simboleggiavano il potere ed erano utilizzati in lotte tra simili o contro animali domestici. Inoltre, ménagerie e serragli servirono come dimostrazione del potere dell'uomo sulla natura. Di conseguenza nel 1682 il pubblico fu molto sorpreso dalla vittoria di una mucca su un leone e allo stesso modo ciò accadde quando un elefante cominciò a fuggire da un rinoceronte. Con la diffusione delle ménagerie nel XVII secolo, questi spettacoli divennero più rari e gli animali cominciarono a essere gestiti dai mwbueComuni. La tradizione di tenere grandi felidi come animali domestici perdurò fino al XIX secolo, ma era vista come estremamente eccentrica.cite-ref-178[177]

La presenza di leoni nella Torre di Londra fu intermittente, con vari monarchi, come mwbuwMargherita d'Angiò o mwbu0Enrico VI, che ricercarono o ricevettero questi animali in dono. Vi sono prove che fossero mantenuti in condizioni piuttosto miserevoli nel mwbu4XVII secolo, almeno se confrontate con quelle in cui vivevano altri leoni a mwbu8Firenze in quel tempo.cite-ref-blunt16-179-0[178] Le ménagerie di Londra fu aperta al pubblico nel XVIII secolo, al prezzo di tre mezze mwbvqsterline o di un cane o gatto da fornire al leone in pasto.cite-ref-blunt17-180-0[179] Uno zoo rivale fu aperto all'Exeter Exchange e continuò a esibire leoni sino all'inizio del secolo successivo.cite-ref-181[180] La ménagerie della Torre fu chiusa da mwbv0Guglielmo IVcite-ref-blunt17-180-1[179] e gli animali furono trasferiti allo mwbwiZoo di Londra, che aveva aperto il 27 aprile 1828.cite-ref-blunt32-182-0[181]

Il commercio di animali selvatici fiorì accanto al crescere del commercio coloniale nel mwbwgXIX secolo. I leoni erano a quel punto considerati piuttosto comuni e non esageratamente costosi. Anche se il loro costo era maggiore di quelli delle mwbwktigri, erano assai meno costosi di animali grandi e difficili da trasportare come mwbwogiraffe o mwbwsippopotami, nonché del raro mwbwwpanda gigante.cite-ref-183[182] Come altri animali, i leoni non erano considerati altro che un lusso naturale ed erano sfruttati senza pietà, con terribili perdite nella cattura e nel trasporto.cite-ref-184[183] L'idea diffusa dell'eroico cacciatore di leoni dominò l'immaginario collettivo in quel secolo.cite-ref-185[184] Esploratori e cacciatori sfruttarono la popolare divisione mwbxkmanichea tra bene e male nel regno animale per aggiungere pathos al racconto delle loro avventure, dipingendosi come eroi. Ciò portò al fatto che i grandi felidi, sospettati di essere mangiatori di uomini, cominciassero a rappresentare la paura verso la natura e la soddisfazione per saperla dominare.cite-ref-186[185]

Allo zoo di Londra i leoni erano tenuti in pessime condizioni finché un nuovo settore con gabbie più spaziose fu costruito negli anni dopo il 1870.cite-ref-blunt208-187-0[186] Altri cambiamenti avvennero nel mwbygXX secolo, quando mwbykCarl Hagenbeck progettò recinti più simili all'habitat naturale degli animali, con rocce di cemento, più spazio e un fossato al posto delle sbarre. Progettò, tra gli altri, i recinti dei leoni allo zoo di Melbourne e al mwbyoTaronga Zoo di mwbysSydney all'inizio del Novecento. Ciononostante le classiche gabbie con sbarre sopravvissero fino agli mwbywanni sessanta nella maggior parte degli zoo.cite-ref-dc69-188-0[187] In seguito furono predisposte aree sempre più ampie e naturali per i felidi e l'uso di reti metalliche o mwbzevetro stratificato al posto di tane ribassate permisero ai visitatori di avvicinarsi sempre di più agli animali, in alcuni casi addirittura passeggiando al di sotto di loro, come allo zoo di mwbziOklahoma City dotato di una zona denominata mwbzmCat Forest/Lion Overlook.cite-ref-zoos-encyclopedia-33-4[32] I leoni occupano nel terzo millennio aree ampie e simili alla natura; procedure moderne sono imposte per approssimare gli habitat naturali delle bestie e cercare di accontentare le loro necessità. A titolo di esempio spesso ai leoni sono fornite aree separate, in posizioni elevate con sia ombra sia sole a disposizione per le lunghe ore di riposo, adeguata copertura del suolo e moderni sistemi di drenaggio dell'acqua, nonché di spazio sufficiente al movimento.cite-ref-waza-167-1[166]

Anche in tempi moderni vi sono stati leoni tenuti con successo da privati, come la mwbz0leonessa Elsa, che fu cresciuta da mwbz4George Adamson e sua moglie mwbz8Joy Adamson e sviluppò un forte legame nei loro confronti, specialmente con la donna. La vita di questa leonessa divenne soggetto di numerosi libri e film.

Attacchi contro l'uomo

In tempi preistorici gli uomini furono probabilmente predati dai grandi felidi e quindi dai leoni. Nel mondo moderno, anche se i leoni non cacciano l'mwb0wuomo in condizioni normali, può accadere che alcuni (per lo più maschi) ne vadano in cerca.cite-ref-jackson156-190-0[189] Alcuni casi celebri sono quello dei mwb1emangiatori di uomini dello Tsavo, luogo nel quale ventotto operai addetti alla costruzione della ferrovia tra mwb1iKenya e mwb1mUganda furono catturati e uccisi nel corso di nove mesi del 1898 durante i quali si stava costruendo appunto il ponte sul mwb1qfiume Tsavo e quello dei mwb1umangiatore di uomini di Mfuwe, che nel 1991 tolse la vita a sei persone nella valle del mwb1yfiume Luangwa nello mwb1cZambia.cite-ref-191[190] In entrambi i casi, i cacciatori che sono riusciti a eliminare la minaccia hanno poi pubblicato dei libri che descrivevano il comportamento predatorio degli animali. I due episodi presentano alcune similarità: i leoni erano più grandi della media, erano privi di criniera, apparentemente soffrivano di mwb1wcarie dentarie che causavano la perdita dei denti stessi. La teoria legata a quest'ultimo particolare, secondo la quale questi leoni erano appunto malati, non è in auge tra tutti i ricercatori. Sembra infatti, anche in seguito alle analisi compiute sulle collezioni di leoni mangiatori di uomini che sono conservate in vari musei, che le cause di questo comportamento inusuale siano ascrivibili piuttosto al degrado dell'habitat e alla scomparsa delle prede naturali dovuti all'attività umana.cite-ref-192[191]

Nella loro analisi del comportamento dei leoni dello Tsavo e dei cosiddetti mangiatori di uomini in generale Kerbins, Peterhans e Gnoske confermano che animali malati o feriti possono essere più portati ad attaccare l'uomo. Tale comportamento viene definito “non inusuale, e non necessariamente aberrante”: in presenza di incentivi come bestiame o cadaveri umani i leoni possono attaccare regolarmente gli uomini. Gli autori citati attestano inoltre, grazie a ricerche paleontologiche, che altri mwb2ipanterini hanno attaccato in passato altri mwb2mprimati.cite-ref-193[192]

L'attitudine dei leoni a cibarsi di esseri umani è stata esaminata sistematicamente: scienziati mwb2kstatunitensi e mwb2otanzaniani hanno osservato un grande incremento nella frequenza di tale comportamento nelle aree rurali della Tanzania tra il 1990 e il 2005. Almeno 563 abitanti dei villaggi di tali zone sono stati vittima di attacchi e molti di essi sono morti nel periodo in questione. Questi numeri eccedono di molto quelli del ben più famoso episodio dello Tsavo avvenuto un secolo prima. In particolare questi attacchi sono avvenuti presso la mwb2sriserva faunistica del Selous, nel mwb2wDistretto del Rufiji, nella mwb20Regione di Lindi, non lontano dal confine con il mwb24Mozambico.cite-ref-194[193]

Anche se l'espansione dei territori occupati dai contadini è una delle cause gli autori delle osservazioni hanno osservato come le politiche atte a conservare i felidi vanno ridotte in quanto hanno causato direttamente la morte di molte persone. A Lindi alcuni leoni sono arrivati ad attaccare uomini al centro dei loro villaggi.cite-ref-packer05-195-0[194]

Il leone non è quindi innocuo per gli uomini: sono tuttavia molto più frequenti, per esempio, i casi di attacchi da parte di mwb38tigri, sia in natura sia in cattività.cite-ref-2-16-3[15] Dal 1990, il numero medio di vittime umane causate dai leoni si è attestato intorno ai 20 decessi annui.cite-ref-196[195]cite-ref-197[196]

Robert R. Frump ha scritto in mwb40The Man-eaters of Eden che i mwb44profughi mozambicani che attraversano nottetempo il mwb48Parco nazionale Kruger in mwb5aSudafrica vengono attaccati e divorati da leoni. I responsabili del parco hanno confermato il problema. Frump crede che qualche migliaio di uomini sia stato ucciso negli anni dell'mwb5eapartheid dopo che il governo sudafricano aveva chiuso il parco obbligando i profughi ad attraversarlo di notte. Per circa un secolo prima che il confine fosse controllato, i Mozambicani avevano attraversato il parco senza pericolo durante il giorno.cite-ref-198[197]

Un leone mangiatore di uomini è stato ucciso da guide da caccia nella Tanzania meridionale nell'aprile 2004; si crede che fosse stato responsabile della morte di almeno 35 persone in una serie di incidenti nei villaggi attraverso la zona costiera del Delta del mwb5cRufiji.cite-ref-199[198]

Rolf D. Baldus, coordinatore del programma GTZ per la fauna selvatica, ha osservato come il probabile motivo di questi attacchi fosse un grosso mwb50ascesso al di sotto di un mwb54molare che era spezzato in vari punti. Quel leone provava probabilmente forti dolori, specialmente nel corso della masticazione.cite-ref-200[199] GTZ è un'agenzia di cooperazione e sviluppo tedesca e ha lavorato con il governo tanzaniano per la conservazione delle specie per quasi vent'anni.cite-ref-3-156-3[155] Come accaduto nei casi citati in precedenza, questo leone era di grandi dimensioni, non presentava criniera, e aveva problemi dentari.cite-ref-4-164-1[163]

Il record africano di persone uccise non è legato allo Tsavo, ma ai meno noti episodi avvenuti tra il 1930 e il 1940 nell'allora mwb6wTanganica. George Rushby, guardacaccia e cacciatore professionista, ha infine ucciso il predatore che si ritiene abbia massacrato e divorato tra 1500 e 2000 persone nel distretto di Njombe.cite-ref-201[200]

Sebbene i leoni siano etichettati giustamente come "pericolosi", secondo un'analisi statistica di ScienceAlert del 28 febbraio 2018, dal titolo "mwb7iDeadliest creatures worldwide by annual number of human deaths as of 2018", i leoni ogni anno provocano "solo" 22 morti umane, contro un numero assai maggiori di morti provocate da animali molto più diffusi e numerosi che nel pensiero comune non sono in genere ritenuti altrettanto pericolosi.cite-ref-statsc-202-0[201]

Conservazione

La maggior parte dei leoni abita l'mwb8yAfrica meridionale e mwb8corientale, e il loro numero sta calando rapidamente, con un declino stimato tra il 30 e il 50% negli anni tra il 1990 e il 2010.cite-ref-iucn-1-3[1]cite-ref-3-156-4[155] Le stime attuali parlano di una popolazione di mwb9a15000-47500 leoni in natura nel triennio 2002-2004,cite-ref-204[203]cite-ref-205[204] mentre sembra che negli mwb9kanni novanta ve ne fossero circa centomila e nel 1950 circa mwb9o400000. La causa del declino non è stata ancora compresa appieno e potrebbe essere non reversibile.cite-ref-iucn-1-4[1] Al momento, il degrado dell'habitat e i conflitti con l'uomo sono le minacce peggiori per la specie.cite-ref-nature-155-1[154]cite-ref-awf-206-0[205] Le popolazioni sopravvissute sono isolate l'una dall'altra e ciò comporta carenza di diversità genetica. Pertanto il leone è considerato vulnerabile dall'mwb-cInternational Union for Conservation of Nature and Natural Resources, mentre la popolazione asiatica è classificata come in pericolo critico. La popolazione dell'Africa occidentale è completamente isolata da quella dell'mwb-gAfrica centrale, con pochi o nessuno scambio. I maschi maturi in Africa occidentale erano circa 850-1160 nel triennio 2002-2004. Le dimensioni dell'intera popolazione sono dubbie, ma pare che ci siano da 100 a 400 leoni nell'mwb-kecosistema dell'mwb-oArly-Singou in mwb-sBurkina Faso.cite-ref-iucn-1-5[1]cite-ref-4-164-2[163]

Sia per la sottospecie meridionale sia per quella settentrionale si è reso necessario creare e mantenere parchi nazionali e riserve. Le più conosciute sono il mwb-uParco nazionale d'Etosha in mwb-yNamibia, il mwb-cParco nazionale del Serengeti in mwb-gTanzania e il mwb-kParco nazionale Kruger nella zona orientale del mwb-oSudafrica. Al di fuori di queste aree i contrasti tra leoni e uomini o bestiame sono in genere risolti con l'eliminazione dei felidi.cite-ref-207[206] In mwb-8India l'ultimo rifugio per il leone asiatico è il mwcaaGir Forest National Park, largo mwcae14 km² e localizzato nell'Ovest del paese. Il parco nel 2004 ospitava 359 leonicite-ref-asiatich-160-1[159] Come in Africa numerose abitazioni di uomini sono nei pressi del parco, con conseguenti scontri tra leoni, bestiame domestico, locali e agenti forestali.cite-ref-208[207] Il progetto per la reintroduzione del leone asiatico è volto allo stabilimento di una seconda popolazione indipendente nel mwcaoKuno Wildlife Sanctuary nello Stato di mwcasMadhya Pradesh.cite-ref-209[208] Questa seconda popolazione avrebbe lo scopo di creare la necessaria diversità genetica per la sopravvivenza della specie.cite-ref-210[209]cite-ref-211[210]

Un esempio sono i dodici leoni del mwcb4Port Lympne Zoo nel mwcb8Kent, in mwccaInghilterra, che sono discendenti degli animali posseduti dal mwcceRe del Marocco.cite-ref-212[211]

Altri undici leoni vivono nello zoo di mwcccAddis Abeba e dovrebbero discendere da animali posseduti dall'imperatore mwccgHaile Selassie. WildLink International, in collaborazione con l'mwcckUniversità di Oxford ha avviato l'ambizioso mwccoBarbary Lion Project, volto a identificare e allevare leoni berberi in cattività per reintrodurli nel parco nazionale dell'mwccsAtlante in mwccwMarocco.cite-ref-yamaguchi-haddane-213-0[212]

In seguito alla scoperta del forte declino della specie nell'mwcdiAfrica subsahariana sono stati stabiliti molti sforzi per la loro protezione. In particolare i leoni sono una delle specie nello mwcdmSpecies Survival Plan, attività coordinata dall'mwcdqAssociation of Zoos and Aquariums per incrementare le possibilità di sopravvivenza dei singoli individui.cite-ref-4-164-3[163] Il piano ebbe inizio in origine nel 1982 ed era rivolto al leone asiatico, ma era stato bloccato quando si scoprì che la maggior parte dei leoni asiatici negli zoo nordamericani non erano geneticamente puri, essendo stati incrociati con individui africani. Il piano per il leone africano partì quindi nel 1993, specialmente rivolto alle popolazioni sudafricane, anche se il mantenimento di un certo livello di diversità genetica è reso arduo dall'incertezza sulla provenienza di molti individui.cite-ref-zoos-encyclopedia-33-5[32]

Nella cultura di massa

Il leone è uno dei simboli animali più riconoscibili nella cultura umana. È stato ampiamente raffigurato in sculture e dipinti, su bandiere nazionali e nelle opere cinematografiche e letterarie contemporanee.cite-ref-214[213] È considerato il "Re degli Animali"cite-ref-215[214] e ha simboleggiato potere, regalità e protezione.cite-ref-symbolism-216-0[215] Diversi leader hanno portato il nome di "leone", tra cui mwcfiSundiata Keita dell'mwcfmImpero del Mali, noto come il "Leone del Mali",cite-ref-217[216] e mwcfgRiccardo Cuor di Leone d'Inghilterra.cite-ref-218[217] La criniera del maschio lo rende particolarmente riconoscibile, motivo per cui è stato rappresentato più spesso della femmina.cite-ref-219[218] Ciononostante, anche la leonessa ha rivestito un ruolo importante come figura di guardiana.cite-ref-symbolism-216-1[215]

Nell'mwcgyantica Grecia, il leone compare in diverse favole di mwcgcEsopo, in particolare ne mwcggmwcgkIl leone e il topo. Nella mwcgomitologia greca, il mwcgsleone di Nemea viene ucciso dall'eroe mwcgwEracle, che poi ne indossa la pelle. Anche mwcg0Lancillotto e Galvano furono eroi che uccisero leoni nell'mwcg4Europa medievale. I leoni continuano a comparire nella letteratura moderna, come il mwcg8Leone codardo ne mwchamwcheIl meraviglioso mago di Oz (1900) di mwchiL. Frank Baum, e mwchmAslan ne mwchqmwchuIl leone, la strega e l'armadio di mwchyC. S. Lewis. Nel cinema, il leone è stato rappresentato come re degli animali nel film d'animazione Disney mwchcmwchgIl re leone (1994).cite-ref-220[219]

Note

Annotazioni

cite-note-13N 1. Come nelle altre lingue scritte più antiche anche in mwciuegiziano le vocali non venivano scritte. Non vi era distinzione tra 'l' e 'r'.

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Collegamenti esterni

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